Salvatore Quasimodo è modicano!
La voce di Modica, 6 febbraio 1949
Anch'io, come tutti, ritenevo Salvatore Quasimodo nativo di Siracusa, sulla fede delle notizie biografiche segnate sul risvolto delle copertine dei suoi libri *. A farmelo conoscere era stato Ugo Moncharmont, nei tristi giorni della prigionia, come poeta e come traduttore dei lirici greci.
Il 21 gennaio del 1949, Pietro Baglieri - impiegato presso l'Ufficio dello Stato Civile di Modica - nel corso di una banale discussione, mi riferì che Salvatore Quasimodo si era sposato per la seconda volta. Chiesi come lo sapesse e mi rispose che, essendo nato a Modica, venivano registrate sul registro degli atti di nascita tutte le variazioni di stato civile.
Fu, come si dice oggi, un autentico scoop. Chiesi e ottenni una copia del certificato di nascita e, il 6 febbraio, sulla "Voce di Modica" - che dirigevo assieme ad Arnaldo Belgiorno - apparve la clamorosa notizia. Quindici giorni dopo pubblicai l'articolo che fa parte di questa antologia (“L’Ermetismo e la Poetica di Salvatore Quasimodo” dell'antologia inedita Tra storia e cronaca, ndr). Con plico raccomandato, inviai al poeta modicano i due numeri che trattavano di lui. Non che mi aspettassi un riconoscimento letterario da parte sua per quanto avevo scritto di getto; ma un cenno di riscontro - non dico di ringraziamento, quanto di ricevuta - confesso che io, come modicano (e con me Arnaldo Belgiorno, Bruno Grana, Ciccio Giannone e altri della redazione), me lo aspettavo e, in un certo senso, lo pretendevo. E, invece, niente di niente: silenzio assoluto.

Molti anni dopo, successivamente al prestigioso Premio Nobel, su invito di un circolo modicano, a lui intestato, Quasimodo concesse al suo paese natale l'onore di una sua visita per ritirare una targa d'oro di notevole valore. Feci in modo che venisse al Comune e, nell'aula consiliare, gli feci trovare il registro che riportava il suo atto di nascita.

Sui suoi meriti di poeta e di traduttore, non faccio uno sforzo a levarmi tanto di cappello; ma devo confessare che, come uomo, Quasimodo mi disilluse amaramente. Alla mia domanda se, una dozzina di anni prima, avesse ricevuto i due numeri de "La Voce di Modica", balbettò delle scuse penose: non ricordava, forse la lettera di risposta si era perduta, non rinnegava affatto il luogo della sua nascita, l'indicazione di Siracusa si doveva ad iniziative dell'editore e cose del genere... Non lo accompagnai alla sede del Circolo, dove gli "amici" gli avevano organizzato un...riconoscente ricevimento.


Giovanni Modica Scala



* ancora nelle edizioni del 1977 di "Tutte le opere di Salvatore Quasimodo", il poeta - premio Nobel per la poesia - viene indicato come "nato a Siracusa, da genitori isolani”. Il padre di Quasimodo era un modesto funzionario delle ferrovie e, come tale, sottoposto a continui trasferimenti. Durante il servizio prestato alla stazione di Modica, gli nacque il figlio dai molti nomi. Vero, nacque a Modica per puro caso, come poteva nascere in una delle tante località dove il servizio portava il padre; ma non trovo alcun motivo che possa giustificare la vergogna del poeta a confessarsi nativo di Modica.
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