Origini di Ciarciolo - Marina di Modica
Pagine di pietra, pp.585-586
(…) In virtù di un fenomeno naturale, scientificamente accertato e analizzato 1, tutto il tratto di costa che va dalla Punta Regilione a Punta Pisciotto ha subìto nel tempo un insabbiamento progressivo che ha allontanato il mare di alcune centinaia di metri, rispetto al bagnasciuga di un millennio e mezzo fa 2. Intorno al III-IV secolo, quindi, la necropoli occupava un’area prossima alla linea di costa e il villaggio, certamente di pescatori, doveva sorgere nelle immediate vicinanze, in posizione affiancata. Del villaggio non è emersa, almeno sinora, alcuna traccia (…).
Secondo una localizzazione congetturale, il villaggio doveva sorgere a sud est della necropoli, in posizione avanzata verso il mare, a ridosso di quell’insenatura - che, attualmente, forma il cosiddetto “laghetto” - riparata da Punta Regilione. Sull’allora linea di costa, oggi distante oltre duecento metri dalla battigia, si sono trovati resti di piloni di approdo per quelle modeste barche da pesca che vi potevano trovare rifugio quasi due millenni fa.
Qualche sparuta traccia di abitazione doveva certamente resistere ancora nel Cinquecento, se Fazello ritenne di inserire Corciurus tra la ‘statio’ di Rayancinus e quella del Pixotus 3; in assenza di un villaggio o, quanto meno, di un approdo, l’attento domenicano - che, ricordiamolo, prese i suoi appunti sulla base delle sue osservazioni dirette - non avrebbe avuto modo o motivo di riportare il toponimo fra le località costiere meridionali dell’isola.
Settecento, forse ottocento, anni prima, il piccolo centro doveva rivestire una certa importanza, se gli Arabi coniarono per esso il toponimo, riportato da Edrisi, di Gadir ar Sarsur - letteralmente: Pantano della Cutrettola 4 -, toponimo ereditato dalla contrada che, ancora oggi, i villani indicano, con varianti fonetiche più vicine all’arabo che al derivato latino, come Sarciuri, Ciarciuri o Circiuri, da cui l’italianizzato Ciarciolo.
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(1) - “Tutta la fascia costiera, compresa tra Pozzallo e Sampieri, fa parte geologicamente di una formazione a faglie subverticali, interessata ai movimenti tettonici verificatisi dal Pliocene superiore al Quaternario recente. Questi fenomeni hanno avuto luogo in seguito a forti spinte verticali, causate da movimenti avvenuti nel substrato magmatico sottostante, che hanno provocato il sollevamento, anche recentissimo, della scarpata marina lungo la costa sud orientale della Sicilia”. La nota ci è stata fornita dal geologo dott. prof. Giuseppe Alfano, sulla base dei dati delle carte nautiche dell’Ammiragliato inglese e dell’Istituto Idrografico della Marina Italiana, delle variazioni morfologiche del fondo marino del Mediterraneo, oltre che degli studi compiuti in occasione delle ricerche petrolifere nel Ragusano e nella costruzione del porto di Pozzallo.

(2) - Il fenomeno era già noto al Solarino che, un secolo fa, scriveva che “la costa marittima del nostro circondario (il territorio dell’ex contea di Modica, pari a quello dell’attuale provincia di Ragusa) più non corrisponde alla descrizione che ne hanno lasciato gli antichi, e a ciò si deve pure il trasporto che il vento vi fa delle dune sabbiose africane”. Cfr. R. SOLARINO: La contea, op. cit., volume I, p.31. Il Revelli - anche se non ancora in grado di precisare la natura del fenomeno: bradisismo ascendente o discendente, interramento o altro - sulla base delle sue osservazioni, è indotto “ad ammettere come in questo tratto, la linea di costa si sia avanzata verso sud”. Cfr. P. REVELLI: Il Comune, op. cit., p. 106. Al sollevamento delle coste dell’isola sarebbe dovuta la formazione degli stagni lungo le coste meridionali. A causa dello stesso fenomeno si formarono le paludi di Camarina, di Spaccaforno, di Mazzarelli e, in territorio di Scicli, i pantani di Arizza, di Spinasanta e di Samuele. Cfr. B. CATAUDELLA: Scicli, op. cit., p.22.

(3) - “Puzzallum ad p.m. 2. Mayanucus parva squitur statio, et deinde at m. passus Rayancinus, cui pari spatio Corcirus succedit et postea non longiori intervallo Pixotus…” Deca I, lib. V, p. 104.

(4) - La cutrettola, o Motacilla alba, appartiene ad un genere di uccelli migratori ed è conosciuta dalle nostre parti come ‘vispisedda’.
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